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Il programma della Brasseria Veneta 2018

Un’altra stagione di birra, cotte e di homebrewer assetati di imparare sempre di più perchè le proprie birra possano essere apprezzate non solo da amici e familiari, ma anche da esperti e appassionati del mondo della birra artigianale.

Correndo verso EXPO 2018 – Birra in Villa a Villa Giovannina di Villorba (TV) il 22-23 Settembre 2018 in collaborazione con il Comune di Villorba, ecco il percorso tracciato per arrivare con entusiasmo e tante birre alla rassegna più attesa dell’anno, un cult che diventa sempre più cultura nel panorama della birra artigianale.

Qui  potete trovare le info per il programma Brasseria Veneta 2018 verso EXPO BIRRA IN VILLA

E se volete partecipare al primo incontro BRASSA E DEGUSTA 2018 dovete leggere APA Brassa e Degusta 2018

Gli incontri sono aperti ai soci della Brasseria Veneta e ai non soci, che potranno diventare soci.

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EXPO 2017 un appuntamento importante per gli amanti della birra

Sul sito della Brasseria tutte le info di questa importante manifestazione giunta alla 8a edizione, un momento da segnare in agenda per non dimenticarsene.

Ricordiamo che abbinato alla manifestazione c’è il concorso per Homebrewer più ricco di Italia

Regolamento Concorso HB Wide Open 2017

Tutto il ricavato della manifestazione sarà devoluto per sostenere le mission che da anni la Brasseria Veneta sostiene.
Qui i Birrifici presenti : Birrifici EXPO 2017

Nel cuore e con il cuore della Birra Artigianale, appuntamento a Villorba (TV) il 30/9 e 1-10/2017

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Idromele la bevanda degli Dei

L’idromele, parola che deriva dal greco ὕδωρ, hýdor “acqua” e μέλι, méli “miele”, è sicuramente il prodotto fermentato più antico del mondo ed anche il più facile da preparare perchè dove ci sono api c’è miele.
Nell’antichità era anche conosciuto come “la bevanda degli dei”, non si hanno notizie certe sul periodo in cui l’uomo imparò o scoprì come poterlo fare, ma certo è che risale ai tempi dei tempi.
Si hanno notizie di un idromele dell’antico Egitto, dell’antica Grecia, dell’Inghilterra celtica, della Scandinavia vichinga, degli antichi slavi e probabilmente ne esistono e ne sono esistiti molti prodotti anche in altri luoghi di cui a noi non sono giunte notizie.
L’idromele nella cultura norrena (scandinava) precristiana, sia nella letteratura che nella mitologia, era conosciuto come la bevanda dei re, la bevanda prediletta del dio Odino e di altre creature non umane : una antica leggenda narra che due nani uccidano il vate Kvasir e dal suo sangue ricavino l’idromele, fonte di sapienza e poesia.
Leggendo qua e là scopriamo l’importanza che l’idromele rivestiva nelle società nordiche specie nel popolo vichingo che aveva sale dove anticamente si festeggiava e si banchettava per festeggiamenti religiosi o successi bellici, dette “Sale dell’Idromele”.
Era tradizione e consuetudine, in molte regioni d’Europa, dare alle coppie appena sposate abbastanza idromele per un mese, per garantire felicità e fertilità, da qui la leggenda fa derivare il termine “luna di miele”, anche se etimologicamente nessuna teoria è a supporto di tale origine.
Non ci sono segreti particolari, se non la pazienza perchè la fermentazione è un processo lungo anche della durata di due tre mesi e così pure la sua maturazione che è meglio sia superiore ai sei mesi per avere alla fine un prodotto che soddisfi il nostro palato e le nostre aspettative.

raffreddamento_Snapseed

La ricetta base richiede semplicemente miele, acqua e lievito; vi sono alcune varianti come il braggot (miele e malto), il melomel (miele e frutta) e il metheglin (miele e spezie).
Dovete avere a disposizione una damigiana da 5 litri in vetro, con tappo e gorgogliatore,il tutto ben sanificato.
Ho utilizzato 3 litri di acqua portata a 90° nella quale ho immesso due kg di miele, precedentemente messo a bagnomaria per renderlo più fluido : mescolato bene e lasciato 10 minuti a questa temperatura per eliminare l’effetto negativo dei batteri e dei lieviti selvaggi presenti nel miele.
Preferisco questo metodo, che uso anche nella birrificazione, perchè la pastorizzazione del miele elimina aromi profumi e caratteritiche dello stesso miele utilizzato. Dopo il raffreddamento del composto, lo trasferisco nella damigiana da 5 litri già preparata per accoglierlo.

idromele in boccia1_Snapseed

Nel mio idromele ho utilizzato due tipi di miele millefiori del trentino e un miele di ciliegio e melo, per avere un aroma deciso e delicato : spero che il risultato sia come da me previsto e alla fine la bevanda dovrebbe aggirarsi tra i 13 ei 15 gradi alcolici, alla fine il nostro idromele dovrebbe essere un demisec appena dolce. C’è una formula che basandosi sulla quantità di zucchero residuo e la quantità di miele utilizzato per il grado alcolico finale mi permette di prevedere l’intensità della sensazione dolce nell’idromele finito.
Dopo avere raffreddato il tutto fino a raggiungere circa i 20° gradi, ho inoculato il lievito reidradato in precedenza una bustina di SafAle S04 che gli homebrewers americani usano addirittura per brassare le loro Barley Wine poichè pare “mangiare” tutto quello che trova.

inoculo lievito_Snapseed

Ho misurato la densità iniziale che è di 31 brix ( 1.135 SG o 31,2 gradi Plato ). Avrei dovuto aggiungere dei nutrienti per il lievito che purtroppo non avevo : ho ovviato con una buona “ossigenazione” agitando bene la mia damigiana e aggiungendo alla fine della prima giornata altri 3 grammi di lievito Baianus, un lievito per la vinificazione che tollera anche 16° gradi alcolici, che immediatamente ha fatto sentire la sua voce.

particolare fermentazione_Snapseed

Ho seguito nei primi giorni l’andamento della fermentazione sia come studio essendo la prima volta che mi cimentavo nella produzione di idromele, sia per avere un diario e annotare con precisione l’evolversi della situazione per avere un paragone di confronto in futuro o per valutare altre esperienze di chi ha già fatto idromele.

fermentazione evoluzione grafica

Per ora tutto pare procedere, appena le condizioni me lo permetteranno provvederò a fare un primo travaso per separare il fondo dai lieviti oramai non più attivi e dalle parti “solide” precipitate sul fondo, sia per pulire che per chiarificare il prodotto finale.
Il segnale che la fermentazione sta terminando dovrebbe essere la riduzione dell’emissione di bolle di anidride carbonica dal volume fermentante della massa, apprezzabile tramite il gorgogliatore: nel mio caso il gorgogliatore non suona nessuna musica particolare se non raramente, quindi mi baserò sul dato visitvo controllando il fondo della damigiana e la limpidezza del liquido oltre al dato empirico della misurazione della densità oggettiva raggiunta.

gorgogliatore_Snapseed

Dopo 4 settimane di fermentazione molti imbottigliano il loro idromele utilizzando bottiglie di vetro scuro, da chiudere ermeticamente e riporre in una cantina fresca. In tal caso, per evitare scoppi è consigliato provvedere di tanto in tanto alla sfiatatura delle bottiglie.
Dopo circa 3 o 4 mesi l’idromele è pronto per il consumo, però risulterà ancora molto dolce e “acerbo”, ma sarà già gradevole per poterlo assaggiare insieme agli amici. Da questo momento in poi ogni mese passato in cantina ad invecchiare non farà altro che migliorarne il sapore, rendendolo sempre più secco e anche più alcolico. Io preferisco aspettare un po’ di più già durante la fase della “fermentazione” per evitare scoppi inattesi.

fermentazione_Snapseed

L’idromele, una volta conclusasi la fermentazione, prima di essere imbottigliato e quindi consumato fresco o all’invecchiamento, deve rimanere in ambienti freschi, al riparo dalla luce del sole e con un’umidità elevata per far risaltare gli aromi terziari, che contribuiscono al bouquet elaborato e profondo che valorizza al massimo il lavoro magnifico delle api e quello successivo che si realizza in cantina.

Ad oggi 18 Gennaio 2014 la situazione procede così : OG 1.135 gradi Plato 31,2 >> SG 1.042 – Gradi Plato 10.6 – Alcool 12,48% – Attenuazione Reale 56,47%

fermentazione evoluzione _Snapseed

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La mia Naranji che spettacolo

Questa birra nasce da una ricetta già sperimentata e consolidata , che ora ogni Homebrewer potrà sperimentare.

Il risultato desiderato si ottiene dopo qualche mese di maturazione e la birra darà il meglio di sè tra i sei mesi e l’anno di imbottigliamento.

E’ una birra che risulta gradita al palato e al naso di chi ama la birra , di chi la degusta con passione, di chi sa che si fa birra in casa ma non sa cosa si puo’ ottenere per qualità aromi e profumi, che sia una birra che faccia avvicinare anche gli scettici a questa bevanda ancora poco valorizzata nella sua capacità espressiva e artistica, una birra che se fatta con il cuore ti ricambia.

NARANJI

Naranji 2013

Dimensione cotta: 81,0

Mosto in bollitura: 88,0

Grani totali (gr.): 20180

OG prevista: 1,061

Plato: 15,0

EBC previsto: 13

IBU prevista: 23

Efficienza: 80 %
Bollitura: 70 minuti

Malti e Zuccheri

Pilsener 64,4% – 1,038 – Ebc 3
Munich Malt 17,3% – 1,037 – Ebc 22
Honey 11,9% – 1,032 – Ebc 0
Cara-Pils Dextrine Malt 5,9% – 1,033 – Ebc 4
Special B Malt 0,4% – 1,030 – Ebc 310

Luppoli (170 gr.) e Spezie ( 115 gr.)

Amarillo Gold Pellet AA 8,2 % – 70 min.
Cascade Pellet AA 5,1 % – 25 min.
Hallertauer Mittelfruh Pellet AA 4,0 % – 15 min.
Amarillo Gold Pellet AA 8,2 % – 10 min.
Corriander Seed Spice 15 min.
Sweet Orange Peel Spice 15 min.
Karvi cumino dei prati Spice 15 min.

Lieviti

SafBrew Specialty Ale T-58

Mash

Step a 52°c per 10 min
Step a 62°c per 15 min
Step a 70°c per 30 min
Mash Out

Fermentazione Primaria a 24-25°c per 5 giorni
Fermentazione secondaria a 20-21°c per 6-7 giorni

Maturazione a 20°c per 4 settimane

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Buon divertimento.

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UNA BIRRA PER TUTTI – 4 edizione

E siamo arrivati a mettere in cantiere la quarta edizione di una birra per tutti, quando iniziammo per gioco nel 2010 utilizzando gli spazi della Coop era quasi un piccolo nuovo divertente gioco da consumare bevendo una birra in allegria in compagnia di amici curiosi e passanti per caso.
Oggi proviamo per la prima volta, quasi in in punta di piedi, a realizzare questa edizione tutta by Brasseria Veneta.
Ci crediamo, e siamo convinti che con l’aiuto di tutti possa essere una edizione con una grande partecipazione popolare : confidiamo nel passa parola ma anche in una buona diffusione capillare tramite una pubblicizzazione dell’evento in maniera quasi professionale.
Come sempre saranno gli homebrewer a farla da protagonisti affiancati da alcuni birrifici italiani che porteranno buona birra artigianale per una conoscenza di questo prodotto in maniera sempre più consapevole e sempre più alla portata di tutti.

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Il concorso homebrewer farà da cornice all’evento : le birre iscritte dovranno superare una prima selezione per accedere alla finale che si svolgerà il giorno stesso della rassegna. Premi e giuria saranno interessanti e tali da motivare la partecipazione anche di homebrewer lontani.
Avremo sicuramente oltre alla birra intrattenimento e sorprese di vario tipo, a iniziare da un testimonial importante in tema con la solidarietà che è rivolta al mondo dei ragazzi e degli adolescenti. Ma non solo, cercheremo di costruire la nostra nuova avventura cercando partnership tali da promuovere l’evento e da pensare alla possibilità di un salto di qualità progressivo verso una manifestazione che rimane unica nel suo genere in Italia ma che vuole offrire qualità passione e conoscenza della vera birra artigianale.

Forte Bazzera 032

Insomma noi ci proviamo, a voi non resta che rimanere sintonizzati sulle frequenze di radio Brasseria Veneta per avere le info necessarie per poter partecipare al concorso homebrewer e per poter essere presenti in una giornata di festa amicizia solidarietà e partecipazione di chi ama la birra artigianale e di chi invece vuole avere un contatto con un mondo speciale come quello degli homebrewer.
Chiunque ci vorrà dare una mano sia facendoci pubblicità, sia dandoci una mano collaborando con noi in ogni modo sia solo con un sorriso per accompagnarci nel nostro desiderio di riuscire a raccogliere fondi per la nostra solidarietà e per le nostre “mission” che ci permettono di donare un sorriso a chi non avrebbe più la possibilità di sorridere in una età dove il sorriso e’ l’unica cosa davvero importante.
Sarete con noi ? Lo speriamo di cuore.

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La nostra Blonde prende vita

Supponiamo di volere fare 23 litri a una densità OG di 1.065. Utilizzando la formula GU = litri totali * densità finale = 1495, avremo il valore di Gravity Units che ci dovranno dare i malti da noi prescelti e poi utilizzati in fase di mash.
Ma non è sufficiente.
Ipotizzando una efficienza del 70%, un valore buono per un homebrewer possiamo calcolare sia la quantità dei malti da utilizzare che il loro apporto in GU per arrivare alle 1495 GU previste dalla nostra ricetta.

malti gu

Il calcolo per avere le GU per ogni malto si ottiene utilizzando una piccola e semplice formula :

GU malto = malto % * GU totali previste

Per avere invece la quantità da inserire nel mash :

Peso malti = GU totali * (SG malto * 10) * efficienza sistema

Invece per ogni ingrediente, tipo zucchero o miele per esempio, che introdurremo nella fase di bollitura la formula sarà la stessa ma il valore dell’efficienza sarà = 1

sugar

Voglio ricordare che le GU calcolate sull’ipotesi di stesura della nostra ricetta è calcolata sulla SG potenziale dei malti non tenendo conto della efficienza del nostro sistema, mentre le GU calcolate per arrivare alle GU densità totale da ottenere come target finale tiene invece conto nel calcolo dell’efficienza per avere le quantità utili e necessario al raggiugnimento degli obiettivi prefissati.

Quello che risulta evidenti dai conteggi fin qui proposti è che c’è differenza di GU dal progetto iniziale con la ipotesi dei malti da noi pensata ovvero GU 1616 per un totale di Kg. 5,369 rispetto a quanto poi calcolato ed effettivamente necessario per il target finale di GU 1495 che con una efficienza del 70% necessita di Kg. 7,040 comprendenti i 240 grammi di zucchero candito da aggiungere in boil per un totale appunto di GU pari a quelle previste dai calcoli effettuati, in pratica un 31% in più di malti e zucchero rispetto a quanto noi avremmo potuto utilizzare secondo le nostre convinzioni.

Quindi con due semplici calcoli e utilizzando un foglio excel, in pochi minuti saremo riusciti ad avere la quantità corretta dei malti da utilizzare per avere la densità da noi voluta nel fermentatore dopo il raffreddamento del mosto.
Riassumendo costruiamo la nostra ricetta, ipotizzando i malti nella quantità da noi ipotizzata, calcolata la % nella nostra lista di ingredienti applicando questi semplici passaggi saremo in grado di avere i malti da inserire nel nostro mash e iniziare il processo di birrificazione.

aggiunta acqua

Ora dobbiamo sapere quanta acqua di sparge ci serve per la filtrazione e per tutto il processo per avere in bollitura e alla fine i litri previsti nel nostro fermentatore.
Ma questa è un’altra storia.

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La Blonde la facciamo noi

Avendo un programma dove posso inserire i miei ingredienti e mi calcola tutto la ricetta l’avrei già pronta da eseguire senza preoccuparmi di nulla.

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E chi non ha un programmino per fare questo o se non è molto pratico nell’utilizzo di programmi o software dedicati come può fare ?
Prendendo lezioni da Ray Daniels e leggendo il suo libro ecco che tutto diventa facile anche se ci tocca fare qualche piccolo calcolo che alla fine risulta uguale a quello del programmino che fa tutto lui.

ricetta 1

Confrontando le due immagini capiamo che il risultato è lo stesso in termini di ingredienti, ma per fare i calcoli di quel che ci serve ma soprattuto di quanto ci serve, come dicevamo dobbiamo ragionare in termini gi GU = Gravity Units.

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E da questa immagine vediamo che oltre ad avere le percentuali dei nostri malti abbiamo non solo le gravity units (GU) ma anche il quantitativo corretto delle quantità per ottenere il risultato finale utilizzando una efficienza media del 70%, partendo da una nostra ipotesi di quantità dei malti da utilizzare.

Ma come siamo arrivati qui manualmente senza il programmino di partenza ?

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Naranji , l’ultima sfida

Domenica 13 gennaio 2013, insieme al fidato Enrico Bellio valido aiuto e sostegno nonchè fotografo, abbiamo brassato la mitica NARANJI, birra oramai per me entrata di diritto nella mia storia di homebrewer di lungo corso.

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Non so più davvero quante cotte io abbia fatto, però quando realizzo questa ricetta mi emoziono in maniera davvera intensa e poi resto in apprensione fino all’apertura della prima bottiglia per l’assaggio : sono emozioni quasi irripetibili, che non provo con nessuna delle altre mie birre.

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La giornata si presenta fredda e assai ventilata, si opera all’esterno ma non temiamo nulla nemmeno la pioggerellina che ci accompagnerà nelle fasi di pulizia.
Si inizia verso le 9.30 a preparare tutto, si frantumano i grani, si manda in temperatura l’acqua per l’immisssione dei fiocchi e si inizia il mash vero e proprio con l’inserimento graduale dei grani.

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Step dopo step si arriva allo sparge e alla filtrazione che procedono senza intoppi per iniziare con celerità nonostante il tempo avverso la fase di bollitura che oltre a una gittata iniziale di luppolo, prevede gittate multiple negli ultimi venti minuti insieme alle spezie e al miele di arancio delle montagne trentine.

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Grazie invece alle temperature esterne la fase di raffreddamento del mosto tramite serpentina in acciaio inserita nella pentola avviene in meno di 20 minuti, si passa al trasferimento del mosto nel fermentatore in acciaio e alla successiva inoculazione del lievito in precedenza reidratato a dovere e già bello attivo.
Si passa alle operazioni di pulizia e l’opera si completa poco prima delle ore 18.00, in totale 8 ore e mezza con la situazione ritornata identica e pulita come se non avessimo mai fatto nulla.

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La fermentazione inizia vivace e in tre giorni risulta già praticamente conclusa, in quinta giornata si effettua il travaso e in decima giornata ultimo travaso, dopo avere lasciato al freddo per 48 ore per favorire la sedimentazione delle parti corpuscolate,e quindi l’imbottigliamento perchè possa essere pronta per l’aperbeer in occasione della cena con il mastro birraio AGOSTINO ARIOLI che si terrà il primo marzo e di cui troverete info sia sul sito della brasseria veneta www.brasseriaveneta.org sia sulla nostra newsletters che presto sarà disponibile per tutti.

Naranji 2013 etichetta

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Quanto costa la birra fatta in casa ?

Vi è mai passato per la testa di calcolare quanto può costare una bottiglia di birra prodotta in casa ?
Oltre alla gioia e alla soddisfazione, tenuto conto della fatica che molti non sapranno e mai capiranno, un litro di birra in casa può avere costi diversi.
Una volta imbottigliata, anche il diverso tipo di bottiglia inciderà sul costo finale.
E’ una curiosità, ma che credo in modo simpatico possa darci una idea di che valore finale abbia il nostro prodotto creato tra le mura domestiche.
E’ ovvio che il primo costo sono le materie prime, prendere sacchi di malto da 5 kg o da 25kg, luppoli in confezioni da 100 o 250 grammi fa pesare la bilancia “dei pagamenti” in maniera diversa.
Una birra complessa, ove oltre a utilizzare lupoli americani più costosi di quelli europei, inserendo spezie e magari del miele che ha un costo importante fanno lievitare il prezzo finale della nostra fatica.
E allora andiamo ad analizzare nel dettaglio.
In questa tabella vedrete i costi per ingredienti, considerando un costo max se prendiamo le confezioni più piccole da 5 kg per i malti o da 1 kg per i malti speciali, luppoli da 100 grammi e un costo minimo considerando il costo dei malti per acquisto di sacchi da 25 kg e luppoli in confezioni da 250 ( luppolo A = americano, luppolo D = tedesco).
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Nel nostro caso è stato utilizzato un lievito secco, 2 bustine, ed un mix di spezie oltre a 1 kg di miele che fanno lievitare il prezzo finale delle materie prime utilizzate.

In questa tabella calcoliamo il costo delle bottiglie da 0,33 e da 0,50 facendo finta che metà della birra andrà in un tipo e l’altra metà nell’altro tipo di bottiglia prescelto, abbiamo calcolato il costo delle etichette utilizzando il miglior prodotto possibile, il costo dello zucchero liquido per il priming e dei tappi utilizzati.

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Infine calcolando il costo delle materie prime, degli accessori e aggiungendo un 25% finale quale costo delle attrezzature, luce, acqua gas e lavoro del birraio casalingo, il risultato finale è il seguente :

tabella costo 3

Bene a seconda delle proprie necessità potete valutare se vi conviene più una tipologia o un altra di bottiglia, perchè la bottiglia incide molto ed ha un costo non indifferente perchè noi non possiamo acquistare bancali interi che fanno scendere il prezzo, ma dobbiamo acquistare al dettaglio.
Per pura curiosità, il calcolo completo di questa birra “costosa” aggiungendo il costo del miele che è di 12 € diventerà :

tabella costo 4

Il costo di una birra semplice, senza miele e spezie e con una sola bustina di lievito alla fine cambierà così

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Concludendo vi invito a valutare bene i costi , a programmare le vostre cotte per ammortizzare al meglio la spesa di ingredienti che possono essere acquistati in formati più convenienti e sapere che più la birra è complessa, più luppoli non europei utilizziamo più sale il costo : ma è anche vero che questo è un hobby e se vogliamo fare la nostra birra speciale non c’è prezzo che tenga.

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Le foto dietro le quinte di UNA BIRRA PER TUTTI

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