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Articoli con tag birra

Ho bevuto la 2 Cilindri

Ho voluto riassaggiare la 2 CILINDRI del Birrificio del Forte, birrificio toscano della Versilia nato nel 2010 dalla passione di due bravi homebrewer oggi affermati birrai: attualmente il mastro birraio è Francesco Mancini.
Questa birra è risultata essere Medaglia d’Argento nella categoria 7 al prestigioso concorso annuale di UNIOBIRRAI che si svolge ogni anno a Rimini.

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E’ una birra scura, una PORTER, nera come i motori, che si differenzia dalle altre per il suo gusto morbido dove tostato e amaro pur tenui danno al palato una piacevole sensazione di bere un caffè intenso e quasi vellutato. Al naso un buon profumo invogliante, con una bella schiuma color cappuccino intensa e persistente, in bocca le note di caffè e cacao lasciano poi spazio alla fine a una piacevole sensazione di liquirizia : morbida, quasi setosa, pulita e molto beverina. E’ una birra dal corpo medio e dalla carbonazione volutamente contenuta.

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E’ una birra che ben si accosta a formaggi e a cibi affumicati, sia pesce che affettati, carne alla griglie e con dessert dove caffè e cioccolato siano la base predominante.
A me è piaciuta e vi consiglio di assaggiarla, una birra scura diversa dalle solite scure.

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Idromele la bevanda degli Dei

L’idromele, parola che deriva dal greco ὕδωρ, hýdor “acqua” e μέλι, méli “miele”, è sicuramente il prodotto fermentato più antico del mondo ed anche il più facile da preparare perchè dove ci sono api c’è miele.
Nell’antichità era anche conosciuto come “la bevanda degli dei”, non si hanno notizie certe sul periodo in cui l’uomo imparò o scoprì come poterlo fare, ma certo è che risale ai tempi dei tempi.
Si hanno notizie di un idromele dell’antico Egitto, dell’antica Grecia, dell’Inghilterra celtica, della Scandinavia vichinga, degli antichi slavi e probabilmente ne esistono e ne sono esistiti molti prodotti anche in altri luoghi di cui a noi non sono giunte notizie.
L’idromele nella cultura norrena (scandinava) precristiana, sia nella letteratura che nella mitologia, era conosciuto come la bevanda dei re, la bevanda prediletta del dio Odino e di altre creature non umane : una antica leggenda narra che due nani uccidano il vate Kvasir e dal suo sangue ricavino l’idromele, fonte di sapienza e poesia.
Leggendo qua e là scopriamo l’importanza che l’idromele rivestiva nelle società nordiche specie nel popolo vichingo che aveva sale dove anticamente si festeggiava e si banchettava per festeggiamenti religiosi o successi bellici, dette “Sale dell’Idromele”.
Era tradizione e consuetudine, in molte regioni d’Europa, dare alle coppie appena sposate abbastanza idromele per un mese, per garantire felicità e fertilità, da qui la leggenda fa derivare il termine “luna di miele”, anche se etimologicamente nessuna teoria è a supporto di tale origine.
Non ci sono segreti particolari, se non la pazienza perchè la fermentazione è un processo lungo anche della durata di due tre mesi e così pure la sua maturazione che è meglio sia superiore ai sei mesi per avere alla fine un prodotto che soddisfi il nostro palato e le nostre aspettative.

raffreddamento_Snapseed

La ricetta base richiede semplicemente miele, acqua e lievito; vi sono alcune varianti come il braggot (miele e malto), il melomel (miele e frutta) e il metheglin (miele e spezie).
Dovete avere a disposizione una damigiana da 5 litri in vetro, con tappo e gorgogliatore,il tutto ben sanificato.
Ho utilizzato 3 litri di acqua portata a 90° nella quale ho immesso due kg di miele, precedentemente messo a bagnomaria per renderlo più fluido : mescolato bene e lasciato 10 minuti a questa temperatura per eliminare l’effetto negativo dei batteri e dei lieviti selvaggi presenti nel miele.
Preferisco questo metodo, che uso anche nella birrificazione, perchè la pastorizzazione del miele elimina aromi profumi e caratteritiche dello stesso miele utilizzato. Dopo il raffreddamento del composto, lo trasferisco nella damigiana da 5 litri già preparata per accoglierlo.

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Nel mio idromele ho utilizzato due tipi di miele millefiori del trentino e un miele di ciliegio e melo, per avere un aroma deciso e delicato : spero che il risultato sia come da me previsto e alla fine la bevanda dovrebbe aggirarsi tra i 13 ei 15 gradi alcolici, alla fine il nostro idromele dovrebbe essere un demisec appena dolce. C’è una formula che basandosi sulla quantità di zucchero residuo e la quantità di miele utilizzato per il grado alcolico finale mi permette di prevedere l’intensità della sensazione dolce nell’idromele finito.
Dopo avere raffreddato il tutto fino a raggiungere circa i 20° gradi, ho inoculato il lievito reidradato in precedenza una bustina di SafAle S04 che gli homebrewers americani usano addirittura per brassare le loro Barley Wine poichè pare “mangiare” tutto quello che trova.

inoculo lievito_Snapseed

Ho misurato la densità iniziale che è di 31 brix ( 1.135 SG o 31,2 gradi Plato ). Avrei dovuto aggiungere dei nutrienti per il lievito che purtroppo non avevo : ho ovviato con una buona “ossigenazione” agitando bene la mia damigiana e aggiungendo alla fine della prima giornata altri 3 grammi di lievito Baianus, un lievito per la vinificazione che tollera anche 16° gradi alcolici, che immediatamente ha fatto sentire la sua voce.

particolare fermentazione_Snapseed

Ho seguito nei primi giorni l’andamento della fermentazione sia come studio essendo la prima volta che mi cimentavo nella produzione di idromele, sia per avere un diario e annotare con precisione l’evolversi della situazione per avere un paragone di confronto in futuro o per valutare altre esperienze di chi ha già fatto idromele.

fermentazione evoluzione grafica

Per ora tutto pare procedere, appena le condizioni me lo permetteranno provvederò a fare un primo travaso per separare il fondo dai lieviti oramai non più attivi e dalle parti “solide” precipitate sul fondo, sia per pulire che per chiarificare il prodotto finale.
Il segnale che la fermentazione sta terminando dovrebbe essere la riduzione dell’emissione di bolle di anidride carbonica dal volume fermentante della massa, apprezzabile tramite il gorgogliatore: nel mio caso il gorgogliatore non suona nessuna musica particolare se non raramente, quindi mi baserò sul dato visitvo controllando il fondo della damigiana e la limpidezza del liquido oltre al dato empirico della misurazione della densità oggettiva raggiunta.

gorgogliatore_Snapseed

Dopo 4 settimane di fermentazione molti imbottigliano il loro idromele utilizzando bottiglie di vetro scuro, da chiudere ermeticamente e riporre in una cantina fresca. In tal caso, per evitare scoppi è consigliato provvedere di tanto in tanto alla sfiatatura delle bottiglie.
Dopo circa 3 o 4 mesi l’idromele è pronto per il consumo, però risulterà ancora molto dolce e “acerbo”, ma sarà già gradevole per poterlo assaggiare insieme agli amici. Da questo momento in poi ogni mese passato in cantina ad invecchiare non farà altro che migliorarne il sapore, rendendolo sempre più secco e anche più alcolico. Io preferisco aspettare un po’ di più già durante la fase della “fermentazione” per evitare scoppi inattesi.

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L’idromele, una volta conclusasi la fermentazione, prima di essere imbottigliato e quindi consumato fresco o all’invecchiamento, deve rimanere in ambienti freschi, al riparo dalla luce del sole e con un’umidità elevata per far risaltare gli aromi terziari, che contribuiscono al bouquet elaborato e profondo che valorizza al massimo il lavoro magnifico delle api e quello successivo che si realizza in cantina.

Ad oggi 18 Gennaio 2014 la situazione procede così : OG 1.135 gradi Plato 31,2 >> SG 1.042 – Gradi Plato 10.6 – Alcool 12,48% – Attenuazione Reale 56,47%

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UNA BIRRA PER TUTTI – 4 edizione

E siamo arrivati a mettere in cantiere la quarta edizione di una birra per tutti, quando iniziammo per gioco nel 2010 utilizzando gli spazi della Coop era quasi un piccolo nuovo divertente gioco da consumare bevendo una birra in allegria in compagnia di amici curiosi e passanti per caso.
Oggi proviamo per la prima volta, quasi in in punta di piedi, a realizzare questa edizione tutta by Brasseria Veneta.
Ci crediamo, e siamo convinti che con l’aiuto di tutti possa essere una edizione con una grande partecipazione popolare : confidiamo nel passa parola ma anche in una buona diffusione capillare tramite una pubblicizzazione dell’evento in maniera quasi professionale.
Come sempre saranno gli homebrewer a farla da protagonisti affiancati da alcuni birrifici italiani che porteranno buona birra artigianale per una conoscenza di questo prodotto in maniera sempre più consapevole e sempre più alla portata di tutti.

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Il concorso homebrewer farà da cornice all’evento : le birre iscritte dovranno superare una prima selezione per accedere alla finale che si svolgerà il giorno stesso della rassegna. Premi e giuria saranno interessanti e tali da motivare la partecipazione anche di homebrewer lontani.
Avremo sicuramente oltre alla birra intrattenimento e sorprese di vario tipo, a iniziare da un testimonial importante in tema con la solidarietà che è rivolta al mondo dei ragazzi e degli adolescenti. Ma non solo, cercheremo di costruire la nostra nuova avventura cercando partnership tali da promuovere l’evento e da pensare alla possibilità di un salto di qualità progressivo verso una manifestazione che rimane unica nel suo genere in Italia ma che vuole offrire qualità passione e conoscenza della vera birra artigianale.

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Insomma noi ci proviamo, a voi non resta che rimanere sintonizzati sulle frequenze di radio Brasseria Veneta per avere le info necessarie per poter partecipare al concorso homebrewer e per poter essere presenti in una giornata di festa amicizia solidarietà e partecipazione di chi ama la birra artigianale e di chi invece vuole avere un contatto con un mondo speciale come quello degli homebrewer.
Chiunque ci vorrà dare una mano sia facendoci pubblicità, sia dandoci una mano collaborando con noi in ogni modo sia solo con un sorriso per accompagnarci nel nostro desiderio di riuscire a raccogliere fondi per la nostra solidarietà e per le nostre “mission” che ci permettono di donare un sorriso a chi non avrebbe più la possibilità di sorridere in una età dove il sorriso e’ l’unica cosa davvero importante.
Sarete con noi ? Lo speriamo di cuore.

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Naranji , l’ultima sfida

Domenica 13 gennaio 2013, insieme al fidato Enrico Bellio valido aiuto e sostegno nonchè fotografo, abbiamo brassato la mitica NARANJI, birra oramai per me entrata di diritto nella mia storia di homebrewer di lungo corso.

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Non so più davvero quante cotte io abbia fatto, però quando realizzo questa ricetta mi emoziono in maniera davvera intensa e poi resto in apprensione fino all’apertura della prima bottiglia per l’assaggio : sono emozioni quasi irripetibili, che non provo con nessuna delle altre mie birre.

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La giornata si presenta fredda e assai ventilata, si opera all’esterno ma non temiamo nulla nemmeno la pioggerellina che ci accompagnerà nelle fasi di pulizia.
Si inizia verso le 9.30 a preparare tutto, si frantumano i grani, si manda in temperatura l’acqua per l’immisssione dei fiocchi e si inizia il mash vero e proprio con l’inserimento graduale dei grani.

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Step dopo step si arriva allo sparge e alla filtrazione che procedono senza intoppi per iniziare con celerità nonostante il tempo avverso la fase di bollitura che oltre a una gittata iniziale di luppolo, prevede gittate multiple negli ultimi venti minuti insieme alle spezie e al miele di arancio delle montagne trentine.

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Grazie invece alle temperature esterne la fase di raffreddamento del mosto tramite serpentina in acciaio inserita nella pentola avviene in meno di 20 minuti, si passa al trasferimento del mosto nel fermentatore in acciaio e alla successiva inoculazione del lievito in precedenza reidratato a dovere e già bello attivo.
Si passa alle operazioni di pulizia e l’opera si completa poco prima delle ore 18.00, in totale 8 ore e mezza con la situazione ritornata identica e pulita come se non avessimo mai fatto nulla.

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La fermentazione inizia vivace e in tre giorni risulta già praticamente conclusa, in quinta giornata si effettua il travaso e in decima giornata ultimo travaso, dopo avere lasciato al freddo per 48 ore per favorire la sedimentazione delle parti corpuscolate,e quindi l’imbottigliamento perchè possa essere pronta per l’aperbeer in occasione della cena con il mastro birraio AGOSTINO ARIOLI che si terrà il primo marzo e di cui troverete info sia sul sito della brasseria veneta www.brasseriaveneta.org sia sulla nostra newsletters che presto sarà disponibile per tutti.

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Le foto dietro le quinte di UNA BIRRA PER TUTTI

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Etna Beer 2012

Sono stato invitato a questo evento birraio dall’amico Fabio Venditti, ma per problemi logistici non mi è stato possibile partecipare mio malgrado.
Saputo che molti homebrewer mi aspettavano, alcuni tra loro per discutere del mio nuovo libro “Homebrewer per Caso” da loro acquistato ho pensato di girare un video per salutare tutti i presenti anche se non è la stessa cosa che essere presenti.
I pareri e i commenti positivi ricevuti sulla mia nuova pubblicazione mi hanno indotto a vestire le panni del regista quasi improvvisato.
Un piccolo viaggio tra le mie cose e poche parole semplici sul mondo dell’homebrewing.

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Torna il Birraio a Villa Braida

Riprendiamo gli appuntamenti a Villa Braida con il Birraio il 23 Marzo 2012 per festeggiare un socio e un amico PIERLUIGI CHIOSI, che anche questa anno con la nuova creazione la Montinera (Imperial Stout) ha vinto il primo premio al Salone della Birra di Rimini 2012 appuntamento nazionale dei micorbirrifici italiani e degli adetti ai lavori.

Potremo assaggiare non solo la Montinera ma anche la Santa Giulia, prima nel 2011 e di nuovo premiata nel 2012 come 4a della sua categoria.

Il laboratorio che si svolgerà dalle ore 18.20 alle ore 19.30 ( accesso dalle ore 18.00) sarà interessante e ricco di sorprese per la possibilità di assaggiare birre novità e sentire dalla viva voce di Piggiu le creazioni presentate e come nascono. I posti sono limitati a 30 e le prenotazioni a oggi sono 23 ( basta inviare una mail a [email protected]).

La Cena è stata studiata insieme allo chef di Villa Braida in modo che la cucina e la birra possano trovare il loro giusto “matrimonio” in una esaltazione di gusti e “armonia” per soddisfare anche il palato più esigente : nel manifesto qui sotto potete leggere cosa potreste perdere.

La cena è prenotabile sia inviando una mail a [email protected] sia telefonando allo 041-457222 e il costo a persona è di 35€ .

 

La serata sarà ricca e piena di sorprese, conosceremo e scopriremo come si fa la birra artigianale e come nascono le creazioni originali sfruttando anche prodotti locali oltre a momenti particolari che creeranno una suggestiva atmosfera.

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