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Archivio per 17 settembre 2011

Il mio blog

Da oggi inizio un diario brassicolo che vuole raccontare la mia esperienza di homebrewer, descrivendo e raccontando una passione nata per caso che oggi mi da molte soddisfazioni.

Chi ha voglia di entrare in questo mondo appassionante mi segua e piano piano si accorgerà che non è difficile fare la birra in casa.

Piano piano ho imparato anche a fare le etichette, e vi assicuro che per uno come negato a usare programmi anche semplici di grafici alla fine è diventato un gioco assai piacevole.

L’etichetta spesso rappresenta la parte più immediata nel momento in cui voi presentate la vostra bottiglia di birra ad amici conoscenti e curiosi.

All’inizio è sicuramente importante imparare a fare una buona birra, poi i particolari di presentazione e per la degustazione diventano un aspetto sicuramente che predispone bene chi si avvicina al prodotto da voi realizzato con tanta passione che può all’inizio suscitare diffidenza.

 

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La mia Bitter : Re Bitter

Insieme a Mattia e a Enrico, soci della Brasseria Veneta, mercoledì 31 Agosto 2011 abbiamo birrificato la mia prima Bitter. Uno stile conosciuto e apprezzato a Londra nei pub old style e piano piano è nata la voglia e il desiderio di cimentarsi in questo stile. Ovviamente la prima cosa è stata avere i parametri dell’acqua usata, quella dell’acquedotto, per poterla rendere simile all’acqua di Burton on Trent aggiungendo solfato di calcio ( gypsum ) e sale inglese o Epsom ( solfato di magnesio ).

La ricetta che potete leggere nell’etichetta ideata e postata qui sotto, è stata seguita e realizzata rispettando quanto previsto, con un mash che prevedeva uno step breve di 15 minuti a 62°c e uno a 69-70°c di circa 40-45 minuti,  fino ad avvenuta saccarificazione degli amidi presenti nei malti usati. Il ph dell’acqua di mash e sparge misurato dava un valore di 5,3.

La filtrazione, finito il mash e relativo mash out, è proseguita senza intoppi fino a raccogliere i litri alla SG prevista dalla ricetta : quindi la fase di bollitura con l’aggiunta di luppoli inglesi per amaro e aroma in più gittate. Alla fine raffreddamento del mosto, trasferimento al fermentatore e inoculazione del lievito S04 alla Temperatura di 21°c.

La fermentazione è partita in poche ore, per concludersi dopo circa 72 ore a una FG di 1.011 con una attenuazione reale del 61% ed apparente del 75%. Dopo 5 giorni un primo travaso, quindi altri 5 giorni nel secondo fermentatore; si abbassa la temperatura nelle ultime 12 ore per favorire la sedimentazione delle parti corpuscolate e infine via alla fase di imbottigliamento con un priming di 3,6 -3,7 grammi di zucchero per litro di mosto finito.

Dal 10 settembre 2011 è in bottiglia a rifermentare, il manometro segna oggi una pressione di 1,6 bar e credo che tra qualche giorno sia arrivato il momento di assaggiarla anche se non sarà veramente bevibile prima dell’inizio di ottobre.

 

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